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Lavorare Sul Naming

Lavorare sul Naming

Parliamo del naming, ovvero il nome. Si tratta veramente di una delle cose più importanti e che dobbiamo interpretare correttamente quando vogliamo iniziare a fare questo mestiere, cioè i coach. 

Il naming è molto importante sia per la corretta indicizzazione di Google, sia per dare la giusta impressione sui social, quindi l’intento è quello di essere immediatamente riconoscibili mantenendo il focus sulla specificità del nostro servizio e sulla professionalità garantita al nostro potenziale cliente.

Il naming è una cosa che da una parte decidiamo noi ma dall’altra ci viene attribuita dai nostri potenziali clienti con il tempo, quindi è assolutamente corretto pensare che nel tempo il nostro naming possa cambiare. Per rendere meglio l’idea ecco qui come si è andato a strutturare il naming di Dario Silvestri:

Cosa molto importante infatti è, prima di tutto, chiedersi, ma a chi voglio parlare io? A chi voglio vendere i miei servizi? Quali sono le mie caratteristiche ed expertise specifiche? Vi faccio il mio esempio personale, tipicamente io mi definisco un performance coach, molte volte mi sbagliano e mi scrivono perfomer coach, tra l’altro performer coach non vuol dire assolutamente nulla, cioè vorrebbe dire un coach che fa anche delle performance sue. 

Quindi sbagliato, soltanto che su alcuni media importanti, su alcuni giornali nazionali l’hanno sbagliato, e la gente ha cominciato andarlo a guardare e a riproporlo esattamente nella stessa maniera, quindi nell’intervista a volte mi fanno, tu che sei un performer coach, gli devo dire no no, non funziona così. Ma perché Dario Silvestri si definisce un performance coach? Non è soltanto perché mi piace, non è soltanto perché è bello e carino da sentire, ma perché la mia expertise specifica è quella nel riuscire a supportare la performance soprattutto sportiva e aziendale. 

 

Cioè mi chiamano semplicemente per cercare di raggiungere obiettivi. Diciamo che esistono altre tipologie di coaching, immaginate il nutritional coach, un coach che si occupa di tutto quello che è l’ambito legato alla nutrizione e io direi che non c’entro niente. Performance perché per me riuscire correttamente a definire e raggiungere la performance è l’obiettivo specifico e nella fattispecie vengo chiamato quando la performance è alterata, quando la performance si abbassa, quando la performance non funziona, quando c’è una crisi. 

Soltanto che sono stato definito da alcuni il coach del cambiamento, anche per il libro, il posizionamento del libro Il potere del cambiamento, da altri invece sono stato definito il coach che aiuta a superare la crisi, ma capite, che lavoro fai? Sono il coach che aiuta il cambiamento oppure sono il coach che fa superare la crisi, oppure quando c’è un casino chiama il Risk Manager, no non può funzionare. 

E in effetti sono il coach che chiami per ritrovare la performance o trovare performance migliori, quindi si adatta correttamente. Perché non mental coach? Perché io mi occupo di sviluppare la mia expertise professionale nei confronti di quelli che sono gli atleti del massimo livello nelle loro discipline, o di quelli che sono i CEO , cioè i capi delle aziende, diciamo i direttori, i proprietari spesso, i presidenti delle aziende, e cerco di supportarli correttamente nel ritrovare o raggiungere la performance, soprattutto quando questa cala per motivi diversi. 

C’è un problema all’interno di un contesto aziendale, c’è un problema di fusione con un’altra azienda, c’è una successione, c’è ad esempio un bisticcio, una criticità a livello delle risorse umane. Mental coach è una definizione corretta, ma nel mondo aziendale viene poco percepita, perché troppo aspecifica, invece all’interno del contesto sportivo, molto bene. 

Quindi io mi sarei dovuto chiamare mental coach per gli sportivi, e invece tipo business coach per le aziende, e ho trovato una dimensione corretta che viene capita sia dall’azienda e sia nell’ambito dello sport, chiamandomi performance coach. 

Questo viene capito da una parte e dall’altra, e quindi ho svelato come mai performance coach. Mental coach all’interno del contesto sportivo è assolutamente molto indicato, piace molto, è una cosa che è capita, alcuni di voi per esempio “motivatori”, voi sapete che io sono un pochino distante dall’idea del motivatore, perché in realtà la motivazione non è altro che uno stato, e come tutti gli stati si può raggiungere, quando si raggiunge si perde, poi si raggiunge di nuovo, è uno stato transitorio. Invece dobbiamo cercare di capire che noi non dobbiamo soltanto stimolare quello stato, ma noi dobbiamo supportare e insegnare alle persone come mantenere questo stato, come raggiungerlo e poi ovviamente come svilupparlo in maniera autonoma. Quindi si tratta di un qualcosa di un po’ più strutturato e molto più profondamente professionale.”

Come hai potuto vedere il naming è una cosa che sviluppi man mano che si sviluppa la tua figura professionale, sempre per citare Dario Silvestri, il naming Performance Coach è stato utilizzato dopo aver lavorato con circa 25 Top Player, ovvero quando c’erano elementi riscontrabili nei risultati. Quindi se sei agli inizi della tua carriera o se sei in una fase transizionale da un settore all’altro vai con i piedi di piombo con il tuo naming, se per esempio fino a ieri allenavi una squadra di basket e oggi vuoi lavorare con i VIP non usare partire dicendo che sei il coach dei VIP. Non funzionerebbe, devi partire un passo alla volta, magari mantenendo sempre la parola coach e poi una volta ottenuti risultati e testimonianze puoi passare alla fase successiva del naming completandolo come meglio si addice alla tua figura professionale, ma vedrai che sarà un processo naturale che avverrà in automatico in base al target che hai selezionato.

L’elemento necessario, soprattutto agli inizi è sicuramente quello di focalizzarsi in un settore e testare, se otterrai risultati, se i tuoi potenziali clienti sono entusiasti del tuo operato, bè sarà molto semplice costruire il naming giusto, in caso contrario invece si può sempre fare un passo (anche due se necessario) e riformulare tutto correttamente.

Le possibilità sono diverse: performance coach, mental coach, sport coaching, business coach, nutritional coach (però dovete avere le competenze, se non fate quello di mestiere diventa molto complesso) Ricordate poi che nel naming sono, come dire, intese le vostre competenze, ma dovete essere sicuri di averle, quindi non basta soltanto avere un nome, ma dovete essere sicuri che quelle siano affiancabili a dei risultati, deve essere un qualcosa che abbia un background di competenza, devi sapere nello specifico chi è il tuo potenziale cliente, 

e non devi temere assolutamente di utilizzare quelle che sono le tue capacità pregresse e trasformarle in qualcosa di molto utile con le nuove competenze nell’ambito del coaching, quindi ricordati che unire quello che è la tua esperienza professionale o accademica alla tua figura di coach è una strada assolutamente consigliabile soprattutto agli inizi. Ad esempio ci sono persone che lavorano nell’ambito dell’azienda che fanno i consulenti, fanno consulenti e parallelamente i business coach, funziona, sono 2 attività assolutamente complementari. 

Il consulente ha l’expertise per fare determinate cose, ha un’altra expertise tecnica che è assolutamente complementare, tanto è vero che a volte lavorano insieme, se è la stessa figura. Ad esempio sei un dietista, dietista e nutritional coach, ci sta, arricchisce la cosa, sei solo nutritional coach è perfetto, però devi essere sicuro di avere quella competenza e di voler impattare su quel tipo di pubblico e avere le idee chiare. 

Se non hai le idee chiare inizia semplicemente chiamandoti Coach, ma non commettere l’errore di diventare un misto di competenze tipo: Business Sport Coach o Life Business Sport Coach.

Non dimenticare:

 

  • Il Naming ti serve a renderti riconoscibile immediatamente davanti al tuo potenziale cliente
  • Deve rispecchiare la tua expertise e i tuoi risultati
  • Non devi inventare competenze che non hai
  • Puoi cambiarlo o migliorarlo nel tempo
  • Molto spesso saranno i tuoi clienti ad attribuire il naming alla tua figura professionale
  • Non devi copiare alla lettera i risultati di un altro professionista ma devi puntare ad ottenerne di tuoi
  • Comincia in maniera semplice, anche solo con Coach
  • Ricorda che non devi essere “pluricoach” tipo sport/business coach ecc.. ma cerca di focalizzarti in un settore specifico (che puoi sempre cambiare nel tempo)
  •  Sfrutta le tue competenze pregresse

 

 

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